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Uno sguardo sui nuovi obiettivi del piano nazionale Impresa 4.0

Scritto da Fabio Prandini il 05-10-2018

Argomenti: digital marketing, impresa 4.0, Ultime novità

Il piano nazionale Impresa 4.0 è l'occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale. Inserito in manovra finanziaria, prevede un piano di agevolazioni per le imprese da 11 miliardi di euro.

Dal Sole 24Ore del 2/10/2018

Il piano nazionale Impresa 4.0 è l'occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale.

Inserito in manovra finanziaria, prevede un piano di agevolazioni per le imprese da 11 miliardi di euro tra iper e superammortamento, spalmati in termini di copertura tra il 2018 e il 2024.

 

Pmi e formazione i settori dove si concentreranno gli incentivi del piano Impresa 4.0.

Includere sempre più tutte le classi di impresa nell’innovazione digitale è fondamentale per ridurre i potenziali rischi di polarizzazione nelle performance.

I dati ci dicono che il piano Impresa 4.0 è stato utilizzato finora per il 50% da grandi imprese, il 35-40% dalle medie e il 20% dalle piccole, un dato quest'ultimo non deludente. Considerati i risultati l’attenzione per il futuro si deve porre nel non dimenticare il ruolo delle imprese “medie” che sono il motore per declinare gli investimenti digitali in un’ottica di filiera integrata.

 

E’ cruciale prestare attenzione a come anche i piccoli innovano e digitalizzano la loro attività.

Nella prima fase di attuazione del piano Impresa 4.0 è stata l’industria di processo (quella già più avanzata) ad approfittare degli incentivi, in parte usando le misure per rinnovare gli impianti senza una vera spinta addizionale. Ma Impresa 4.0 si applica anche alla cosiddetta industria discreta, che produce per lotti e che può sfruttare al massimo la digitalizzazione per personalizzare prodotti ed efficientare le catene di fornitura e sub fornitura a monte con produzioni sempre più on demand.

 

Sulle competenze c’è ancora un grande lavoro da compiere.

societ%C3%A0-4.0-1Sul miglioramento delle competenze digitali è stato fatto già un primo passo supportando con 100 milioni gli Its (istituti tecnici superiori) e incentivando la formazione on the job. Su questo fronte è sicuramente necessario insistere con un grande atto di coraggio, anche semplificando i meccanismi di governance delle fondazioni.

L’istruzione professionalizzante fatta fuori dalle università, che in tutto il mondo è riconosciuta come un pilastro concorrente e alternativo ai percorsi universitari, in Italia è ancora vista con diffidenza.

Un altro limite è costituito dal grave ritardo nello sviluppo delle competenze manageriali. Le responsabilità possono ravvisarsi da un lato nella struttura dimensionale del nostro tessuto produttivo, a prevalenza di piccole imprese, che non ha favorito il consolidamento di competenze manageriali. Dall’altro si sconta il peso di gestioni ad alta caratterizzazione familiare.

 

La Ue ha lanciato una piattaforma per integrare i vari piani sul «4.0»

Una iniziativa di mero coordinamento è utile, ma non può produrre cambiamenti significativi. Serve più ambizione.

Oggi dall’incontro tra industria e digitale può dipendere il benessere della società: questo connubio può offrire infatti soluzioni reali a diversi problemi, come quelli legati all’inquinamento o alla salute.

 

Il confronto con gli altri paesi europei

L’Inghilterra si è dotata di una politica industriale, Germania e Italia hanno fortemente orientato le proprie politiche verso l’industria 4.0, la Francia ha lanciato il piano sull’industria del futuro. Ma manca ancora l’Europa: manca una strategia complessiva per collegare in modo efficace e coeso le singole iniziative come quelle su blockchain, intelligenza artificiale, supercomputing, microelettronica.

La Ue dovrebbe capire che solo una politica industriale mirata consentirà di gestire, anche attraverso un welfare innovativo, i rischi di spiazzamento che potranno derivare dai processi di automazione e digitalizzazione.

 

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