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Su cosa devo investire se voglio vendere online?!

Scritto da Fabio Prandini il 23-09-2020

Argomenti: eCommerce, ilwebdiventasemplice

Dipende.

Il consiglio sempre valido, se si parte da zero, è quello di rivolgersi a un professionista, o ancora meglio, a un’azienda con professionisti specializzati, che possa affrontare in maniera strutturata un progetto che per un neofita potrebbe risultare troppo articolato e sfidante.

Su cosa devo investire se voglio vendere online

 

Se vuoi qualche consiglio su come scegliere un partner questo contenuto potrebbero esserti utile:
Come scegliere il partner giusto per la tua strategia di e-commerce management

 

Le aziende orientate alla vendita sul web hanno modificato il proprio orientamento agli investimenti nel corso dell’ultimo anno. In un settore in cui le quote di budget destinate alle pubblicità dominavano sul totale della spesa, oggi l’aggiornamento della user-experience del sito assorbe circa lo stesso investimento (~20%)[1]. Subito dopo queste voci si attesta, confermandosi, il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica (12%).

Scende invece dal 3% all’ 1% il numero delle aziende che non prevedono di investire per nulla in questo campo.

La user-experience si conferma l'asset principale per far decollare il commercio online, insieme agli investimenti promozionali. Se prima bastava farsi trovare, insomma, ora la competizione non si sposta, ma si estende su tutto un altro piano.

 

Se sei interessato alla promozione online, ne abbiamo già parlato in questo articolo:
Pubblicità online per l'azienda: costi e ritorni sull'investimento

 

Per la promozione lo strumento preferito resta l’advertising a pagamento su motori di ricerca (20% dei budget), mentre seguono a pari merito Social, E-mail marketing e SEO (circa 10% ciascuno)[1].

Parlare di esperienza dell’utente su una piattaforma commerciale, invece, che sia un complesso Marketplace o un piccolo E-commerce, è un discorso molto ampio, impossibile da approfondire in un solo articolo. Proveremo però a riassumerlo nel termine “omnichannel” di cui vi proponiamo questa definizione:

«La omnicanalità non è altro che la gestione sinergica dei vari punti di contatto (o touchpoint) e canali di interazione tra azienda e consumatore per ottimizzare la sua esperienza.» [4]

Fra i grandi brand il termine omnicanalità è molto di moda, e per semplificarlo diciamo che riguarda quell’insieme di strategie che coprono l’intero arco della relazione fra l’azienda e il suo cliente.

L’omnicanalità va dalla promozione su vari canali alle recensioni e all’assistenza al cliente successiva alla vendita, e deve essere distinta dal processo di acquisto, che è solo una parte della relazione cliente-fornitore.

Il concetto di omnicanalità è ormai legato anche ad un altro driver di sviluppo delle attività di vendita online, quello della personalizzazione.

L’86% dei consumatori ritiene che la personalizzazione abbia un fortissimo impatto sulla decisione di acquisto e il 31% non è soddisfatto pienamente del livello raggiunto dagli E-commerce in generale.[2]

Quando si parla di personalizzazione si intende la possibilità, ad esempio, di scegliere il preferito fra più metodi di pagamento, poter salvare gli articoli desiderati per non doverli cercare ogni volta, scegliere la modalità di consegna preferita, e tante altre opzioni.

Il 75% dei business online che adotta strategie di vendita multicanale ha aumentato le vendite, il 64% ha incrementato la fedeltà dei clienti e infine il 62% ha acquisito vantaggi competitivi. I consumatori omnicanale spendono il 4% in più ogni volta che visitano uno store e il 10% in più online rispetto a chi fa shopping usando una sola piattaforma.[3]

Investire con un piccolo budget

 

Chi ha poco budget dovrebbe muoversi con maggiore cautela: il costo di un errore, infatti, potrebbe risultare anche molto elevato, soprattutto se si considerano le modifiche e i tempi necessari per risolverlo.

Non tutte le aziende, con le proprie risorse, possono permettersi di affrontare questi investimenti contemporaneamente e con la sicurezza economica necessaria. Per cui diventa importante pianificare accuratamente i passi da fare e quale ordine seguire.

Non c’è una ricetta uguale per tutte le imprese, non ci sono aspetti dell’esperienza utente più importanti di altri in assoluto. Bisogna individuare caso per caso quale sentiero è preferibile intraprendere, ed è necessario farlo su campi diversi con diverse competenze.

 

Se può interessarti approfondire l’argomento:
Come scegliere il partner a cui affidare la tua strategia digitale

 

La parte più complessa della definizione di una strategia, infatti, non è tanto nella scelta e nell’implementazione degli strumenti, quanto più nella creazione di un progetto armonico in cui tutte le funzioni cooperino fra loro in maniera omogenea per soddisfare efficacemente le richieste degli utenti.

Alcune soluzioni integrano al proprio interno una serie di strumenti per la logistica, o per la promozione, e possono sembrare una scelta ideale per partire. Ma nel medio periodo possono rivelarsi una scelta di difficile gestione, perché poco flessibili e non sempre in grado di ospitare altri strumenti o personalizzazioni che possono diventare necessarie in un secondo momento.

In molti casi, le aziende, per muovere i primi passi nell’E-commerce, avevano optato per i marketplace, che consentivano con un investimento ridotto, ma recentemente la tendenza è cambiata.

Seppure la metà delle imprese italiane che vende online sia presente sui marketplace, il canale preferito resta il sito proprietario, che in media produce il 50% del fatturato, mentre solo il 23% viene dai marketplace, l’8% dai social e il resto da altri canali. [1]

Conclusioni

Il consiglio che vogliamo dare è quello di curare con particolare attenzione l’esperienza mobile, sia per siti che si rivolgono al mercato Italiano, sia estero. Il 64,5% degli utenti europei, infatti, preferisce navigare e fare acquisti da smartphone o tablet, e in In Italia la percentuale sale ben oltre il 70%.

 

Qui puoi trovare qualche consiglio utile sul tema
Consigli per migliorare l’esperienza mobile dell’utente

 

Inoltre, guardare cosa fanno i competitor è sempre una buona fonte di spunti.

 

Ti interessa approfondire l’argomento? Contattaci e potrai esporre le tue esigenze ad un nostro consulente per valutare la tua situazione e le tue opportunità di crescita.

 

[1] Casaleggio Associati, E-commerce report, 2020

[2] Retailers Seek Innovation in Personalization, Retail Touch Points, 2020

[3] Come i dati e una CX omnicanale stanno cambiando il mondo del retail, Customer Management Insights, 2020

[4] Osservatori Digitali Polimi, Omnichannel Customer Experience, 2020